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E’TEMPO PER L’UOMO NUOVO
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Carissime... si ricomincia! Dopo un anno di impegni vari,lavoro in parrocchia, in famiglia o semplicemente, e non con meno impegno, il portare con coraggio e con gioia il peso della propria età e/o malattia (vi assicuro che dopo aver incontrato alcune di voi sopra gli ottanta con vitalità e gioia da vendere, ho pensato alla mia terza o quarta età, se Dio mene concederà la grazia, con un certo entusiasmo e serenità); dopo il meritato riposo delle ferie che spesso ci dà la possibilità di godere la compagnia di parenti e/o amici in modo rilassato e sereno, come pure ci spazio per qualche lettura intelligente; e dopo il “vero” riposo degli Esercizi Spirituali, infatti “Solo in Dio riposa l’anima mia” (Sl 61,2), ed è triste vedere gente che ritorna esausta dalle ferie, avendo consumato una notevole di esperienze di ogni genere, convinta di trovare in essa la felicità, la vera gioia e la vera pace sono invece il dono che Dio dà “ai suoi amici nel sonno” (Sl 126,2 ). Dopo tutto questo, dicevamo, ora bisogna ricominciare. Ricominciare si, ma da dove? Il Beato Alberione nel suo articolo non ha dubbi quando si tratta di mettere le fondamenta, di piazzare la “pietra angolare” (1Pt 2,7): “Al centro sta Gesù Cristo Via, Verità e Vita”. La festa di Gesù Maestro che celebreremo questo mese di ottobre, ci ricorda la centralità di Gesù Maestro. Gli Esercizi Spirituali che abbiamo appena terminato ci hanno aiutato a scavare dentro di noi per togliere un po’ di polvere che si era accumulata; tempo per rivedere la struttura, controllare qua e là la struttura dei pilastri, nel caso, fare una nuova gettata di cemento a causa della situazione troppo compromessa. Soprattutto gli Esercizi Spirituali ci hanno fatto fare esperienza viva di Gesù, il quale, da sempre ci guarda e ci invita a camminare in avanti, con coraggio e gioia, ci mostra le vette belle della santità, il rapporto filiale e dolce con il Padre, l’amicizia genuina e generosa con i fratelli e le sorelle, ci invita ad uno sguardo misericordioso su noi stessi, creature di Dio che se abbiamo qualche difettuccio qua e là, non possiamo mai dimenticare l’immenso amore con il quale la Trinità ci guarda e ci rende presente e attiva in mille modi per il nostro bene. Don Vito |